Piccole portatili e compatte, sono le nuove mini stampantiLe nuove tecnologie hanno permesso a milioni di persone di poter accedere ad internet e dedicarsi ad attività lavorative anche mentre si trovano fuori ufficio. Mentre il problema della connettività è stato risolto grazie a Wi-Fi, 3G e similari, per stampare in mobilità esistono stampanti di piccole dimensioni da portare con sé praticamente ovunque.

Le stampanti portatili

Una stampante portatile differisce da un dispositivo tradizionale innanzitutto per via delle sue dimensioni ridotte, e della leggerezza dei materiali impiegati per la costruzione. Un modello portatile nasce infatti per soddisfare le esigenze di mobilità del suo possessore, pertanto è giocoforza che il design sia quanto più funzionale e pratico possibile. Le stampanti portatili sono indispensabili per chi è in continuo spostamento, e possono essere collocate all’interno di una borsa oppure trasportate in macchina; per la loro realizzazione si utilizzano componenti robuste e molto resistenti agli urti. Su internet è possibile trovare approfondite informazioni relative a questi dispositivi elettronici ultracompatti, alle loro caratteristiche tecniche ed ai prezzi di vendita. Sui molti siti di e-commerce esistenti è possibile effettuare i propri acquisti a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati dai negozi. Una volta scelto quale modello di stampante fa al caso proprio, viene poi il momento di affrontare la questione relativa all’acquisto di toner e cartucce convenienti.

Acquisto di toner e cartucce convenienti

Internet si pone come valida alternativa ai negozi fisici non solo per l’acquisto di stampanti portatili, ma anche per quanto riguarda l’approvvigionamento dei relativi consumabili di stampa. Sul web operano infatti molti siti specializzati nella vendita di cartucce di tutte le tipologie: non solo originali, ma anche compatibili e rigenerate. Acquistare su internet le cartucce per la propria stampante portatile significa realizzare risparmi significativi (15% e talvolta oltre) e approfittare talvolta anche di offerte speciali riservate ai clienti web. I prezzi praticati sono vantaggiosi per via del fatto che molte aziende non posseggono negozi “reali”, pertanto le loro spese di gestione sono inferiori. Oltre all’acquisto di toner e cartucce convenienti, i portali di e-commerce offrono spesso l’annullamento delle spese di spedizione per importi che superano una certa soglia complessiva.

Foto: 2009 Helder Almeida

flickr.com / drugo008

Alla nascita, Rifondazione Comunista è caratterizzata dalla presenza molti militanti non rassegnati allo scioglimento del PCI, sono loro a costituire la gran parte dei 112.000 iscritti. Aprendosi ad altri movimenti il PRC registra negli anni seguenti una crescita fino a 120000 unità, per decrescere a 113000 nel ’94 e riprendere quota, con la fase inaugurata da Fausto Bertinotti, fino ai 130.000 del ’97.
Molti sono i giovani attratti da Rifondazione Comunista che dialoga con i movimenti. Gli iscritti sono distribuiti in ogni provincia con migliaia di circoli, forti presenze si riscontrano in Italia centrale e nelle aree metropolitane.
Dal ’98 al 2000 si verifica una mancanza di rinnovi, scendendo a 90.000 tessere, sono gli anni della rottura con Cossutta e Diliberto che hanno formato il PdCI.

Una importante ripresa, sfiorando i 100.000, avviene fino al 2004, attraendo anche parte dei movimenti antiliberisti che affollano le piazze d’Italia e animano i social forum.
Dal 2006 al 2008 si nota una sostanziale flessione fino a 71.000 tessere.
Sono gli anni del II° governo Prodi di cui PRC è parte.La caduta di Prodi, causata anche da alcuni singoli parlamentari di Prc in dissenso con il partito, porta alle elezioni del 2008 in cui la sfortunata alleanza con forze minori, denominata Sinistra Arcobaleno, non permette la rappresentanza parlamentare.Ciò si ripercuote sul tesseramento, con un trend che si assesta intorno alle 40.000 unità nel 2011, un andamento su cui pesa anche la scissione attuata da Nichi Vendola.

Rifondazione per l’Alternativa

Posted: 18th marzo 2012 by galileo in Politica

flickr.com / Floris M. Oosterveld

Rifondazione Comunista, sin dalla sua nascita, è stata impegnata a costruire in Italia l’alternativa allo stato di cose esistente, in modo particolare sul fronte sociale, dei diritti civili e del lavoro, della solidarietà internazionale.
Siamo stati e continuiamo ad essere coloro che non si rassegnano al pensiero unico neoliberista, vero dominatore delle agende politiche della gran parte della politica italiana.

Contrastiamo ogni giorno le scelte che fanno arretrare le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, che depotenziano i contenuti democratici della costituzione repubblicana, non smettiamo di lottare per l’obiettivo della piena occupazione, l’ accessibilità dei saperi, l’accoglienza dei migranti, crediamo nelle scelte per una nuova ecologia, pratichiamo la non discriminazione di genere.

Rifondazione Comunista è nelle piazze con chi reclama diritti, respinge soprusi e, nelle istituzioni, preferisce dar voce ai mille movimenti che si battono per una Italia più giusta, un megafono di proposta democratica per costruire dal basso l’alternativa politica e sociale alla filosofia liberista.
Nella nostra storia troviamo il filo rosso che unisce tante generazioni, legate dalla ricerca dei valori di uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, pari opportunità.
Rifondazione Comunista è orgogliosa del percorso dei Comunisti in Italia nel
’900, ma mai ha smesso di criticarne incongruenze e debolezze; La strada della Rifondazione di una teoria ed una prassi del comunismo in Italia, infatti, passa anche attraverso la critica e la ricerca, per cogliere al meglio le sfide del futuro. Rifondazione è questo!

Personalità di Rifondazione

Posted: 18th febbraio 2012 by galileo in Politica
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flickr.com / Gonmi

Il movimento per la Rifondazione comunista nasce con Armando Cossutta, combattivo leader milanese, forte di una rete di sostenitori che da tempo criticavano la deriva moderata del PCI. L’ex sindacalista Sergio Garavini è il primo coordinatore; L’ex FGCI Nichi Vendola,la napoletana Ersilia Salvato,i dirigenti di lungo corso Libertini e Serri, gli artefici de il manifesto, Magri e Castellina sono le figure più eminenti deputate alla ricostruzione teorica e organizzativa. Si aggiunge Russo Spena con Democrazia Proletaria.Le dimissioni di Garavini aprono la strada a Fausto Bertinotti, ex CGIL che riesce a costruire l’immagine di un partito impegnato nel percorso Ri-Fondativo del comunismo, affascinando tanti elettori che non provenienti dal PCI. Il tema delle alleanze condizionerà la sua segreteria rendendosi protagonista di una dura dialettica con Romano Prodi.
Le sue scelte porteranno alla scissione del gruppo parlamentare nel’96 da parte di Crucianelli e Serri.

Altra linea contrastata è il rifiuto di sostenere il Governo D’Alema.
Cossutta, il capogruppo Diliberto e parte dei gruppi dirigenti locali abbandonano il partito costruendo il PDCI, Diliberto è nominato Ministro della Giustizia. Nel 2006, dopo da una stagione di grande vicinanza ai movimenti antiglobalizzazione che porteranno alla candidatura di Agnoletto alle europee, RC entra nel governo dell’Unione con Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale, Bertinotti è Presidente della Camera dei Deputati, nuovo segretario è Franco Giordano. Il dibattito, dopo l’infruttuosa esperienza elettorale del 2008, si conclude con lo scontro tra Vendola e Ferrero: si affermerà il torinese, con un mandato per la costruzione della federazione della sinistra, ricucendo lo strappo con il PDCI di Diliberto.Vendola lascerà RC.

Gli anni di Rifondazione

Posted: 15th dicembre 2011 by galileo in Politica
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flickr.com / Reportergimmi

Nel 1991, con lo scioglimento del PCI, i sostenitori della mozione “Rifondazione Comunista”, fanno nascere il Movimento per la Rifondazione Comunista, coordinato da Sergio Garavini e Armando Cossutta, si unisce, confluendovi, Democrazia Proletaria.
Al debutto elettorale del 92 consegue il 6%.

Rifondazione è protagonista dell’ opposizione ai governi che si succedono.
Si impegna, inoltre, per la difesa del proporzionale.

Diventa Partito con la guida di Fausto Bertinotti, che darà il via libera alla costruzione dei Progressisti, per le elezioni del ’94. Prc è il perno di un vasto movimento d’opposizione ai governi Berlusconi e Dini.

Alle elezioni del ’96 Rifondazione stipula un patto per battere le destre con il candidato del centrosinistra Prodi. L’appoggio esterno sarà accordato fino a incomprensioni sulla tutela del lavoro. La nascita del Governo D’Alema vedrà il PRC all’ opposizione, anche se una parte di storici dirigenti preferiranno sostenerlo provocando una scissione.
E’ l’ora di un nuovo corso, più vicino ai movimenti antiglobalizzazione che trovano nel PRC un’interlocutore valido e partecipe.

Il dialogo con Prodi riprende sul programma di Governo per l’ Unione nel 2006. Fausto Bertinotti diventa Presidente della Camera e Franco Giordano è il nuovo segretario.
Con la caduta di Prodi, ed il rifiuto di alleanze da parte del PD, PRC si presenta alle elezioni del 2008 come Sinistra Arcobaleno, non riuscendo a ottenere rappresentanza parlamentare. Alcuni dirigenti,sconfitti in congresso, sceglieranno di proseguire nella costruzione di Per la Sinistra. Il PRC, con Paolo Ferrero segretario, inaugura il progetto di Federazione della Sinistra, ricongiungendosi con il PDCI di Diliberto.

Il comunismo in Italia

Posted: 23rd novembre 2011 by galileo in Politica
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flickr.com / buridan

Sull’onda della rivoluzione russa, anche in Italia nasce un Partito Comunista, in seguito alla scissione del Psi nel congresso di Livorno del 1921.
Con l’avvento del fascismo, i comunisti sono oggetto di una feroce repressione: confino e carcere sono il corollario della messa fuorilegge del partito, anche Antonio Gramsci pagherà con la vita la sua militanza.
Clandestinità ed espatrio diventano gli unici modi per poter costruire l’organizzazione.
La seconda guerra mondiale porta alla fine del nazifascismo con i Comunisti che guidano la lotta di liberazione con la Resistenza.
La repubblica vede i comunisti, con Togliatti, tra gli estensori della costituzione, e, dal ’48, diventano la maggiore alternativa ai governi democristiani, con largo radicamento nel tessuto sociale del paese.
I successi elettorali consentono un’efficace azione parlamentare che, insieme alle mobilitazioni di massa con la CGIL, ottiene numerose conquiste per i lavoratori.
I movimenti del ’68 e del ’77 pongono nuove sfide ai comunisti, ampliandone la base sociale, ma contestandone anche i vertici e la linea. Varie formazioni comuniste nasceranno fuori dal PCI, per una più radicale attuazione del comunismo.
I comunisti Italiani sono in prima fila nella lotta al terrorismo, anche con la solidarietà nazionale.
Negli anni 80 si verificano sconfitte elettorali e viene a mancare un leader come Enrico Berlinguer che aveva rescisso ogni legame con l’Urss.
il crollo dell’Est, il mancato aggiornamento della critica al sistema, provoca lo scioglimento del Pci nel ’91. A proseguire un percorso di lotta e alternativa, innovandolo, rimarrà il nuovo soggetto Rifondazione Comunista.